Daniela Ugliano, indipendente di Fratelli d’Italia all’opposizione a Scafati: “In maggioranza senza confronto, non ci sto”
“Saluto il mio candidato sindaco, il dottor Cristoforo Salvati, che ha scelto di dimettersi piuttosto che entrare in maggioranza nel tentativo di tutelare quella coerenza che dovrebbe continuare ad avere un valore in politica. Ogni persona è legittimata a cambiare idea e rivedere le proprie posizioni. Tuttavia, devo esser sincera: mi sarei aspettata un percorso diverso, più coordinato e condiviso, sia nei tempi che nei modi. Invece il partito di Fratelli d’Italia, ampliando silenziosamente il gruppo consiliare ha imposto, senza possibilità di confronto, il passaggio in maggioranza, trascurando non solo la base del partito locale, ma anche il direttivo e mortificando i candidati della lista di Fratelli d’Italia del 2023. Di fronte a questa scelta Salvati ha ritenuto più coerente dimettersi piuttosto che aderire alla maggioranza. Personalmente avrei voluto che il mio candidato sindaco si battesse per difendere le posizioni condivise da gran parte dei nostri candidati. Vorrei poi soffermarmi sul coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia che a suo dire è stato soltanto un esecutore poiché gli ordini sono arrivati dall’alto. Anche se per il metodo e per la strategia utilizzata direi piuttosto dal basso. Infatti, ribadisco che non vi è stato ancora confronto con il partito locale e con chi in Fratelli Italia ci ha messo la faccia negli anni. Né con la sottoscritta che è stata più votata all’amministrative del 2023, nella lista di Italia, e che pochi mesi fa è stata candidata alle ultime regionali sempre con Fratelli d’Italia portando un ottimo contributo da Scafati pur avendo ricevuto l’ok alla candidatura solo al momento della chiusura delle liste. Ovviamente non è stato solo merito mio ma anche del gruppo storico del partito che ancora oggi mi sostiene in questo percorso. Le uniche congratulazioni sono arrivate dalla segreteria nazionale. Oggi mi sento di rappresentare non solo i miei 515 elettori ma gran parte di coloro che si sono candidati con noi all’amministrative del 2023. Ed è proprio da qui che dobbiamo partire per capire perché oggi ho deciso con convinzione di sedere tra i banchi dell’opposizione, dove ero stata eletta. Tanti potrebbero non comprendere questa scelta che nasce innanzitutto da un discorso di coerenza per rispettare chi ci ha votato e chi ci ha sostenuto. Ma la coerenza oggi è merce rara. Anzi, in politica a volte viene eletta come un disvalore. In queste ultime settimane ho scelto di tacere. Abbiamo scelto di tacere. Abbiamo ascoltato ciò che veniva pubblicato sui social e nei vari comunicati. E nonostante non condividessimo il contenuto, abbiamo preferito attendere il luogo più consono per far sentire la nostra voce, quello dell’assise comunale. Ho appreso soltanto tramite un messaggio WhatsApp il comunicato del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, avvocato. Mario santocchio, in data a 9 aprile 2026, con cui si annunciava la costituzione di un nuovo gruppo di Fratelli d’Italia. Il cui capogruppo sarebbe stata Maria Berritto e al quale aveva aderito il consigliere subentrato Giuseppe Vollaro insieme al nostro rappresentante dottor Cristoforo Salvati che però mentre sottoscriveva l’adesione al gruppo consiliare, comunicava contestualmente le proprie dimissioni. Ovviamente do il benvenuto ai nuovi consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, con l’auspicio di una permanenza duratura e fattiva. La mia mancata adesione a tale gruppo da qui mi dichiaro indipendente di Fratelli d’Italia non va letta come un rifiuto verso le singole persone, che sicuramente nel tempo avrò modo di conoscere e apprezzare, ma come una presa di distanza dalle modalità con cui si è svolto tutto ciò. Né deve essere interpretata. come una versione alla maggioranza. Di qui molti membri considero amici. Qui però stiamo parlando di politica, di governare, gestire e organizzare una comunità. Conosciamo tutti le accette contrapposizioni che negli ultimi anni hanno caratterizzato i partiti di centrodestra a Scafati. E certamente auspicabile un’unione occasione delle forze ma deve trattarsi di una unione seria e partecipata. Nel 2023, quando abbiamo corso per le amministrative tutti noi abbiamo già voluto una unione che i vertici per diversi motivi, soprattutto personali hanno rifiutato. Io c’ero e lo posso confermare. In quel momento si sarebbero potuti condividere i programmi così come lo avremmo potuto fare con la collaborazione di tutti in attesa delle prossime amministrative. Prima di un matrimonio è fondamentale un periodo di fidanzamento. Dopo una separazione ancora di più è necessario a nostro avviso un periodo di riavvicinamento nel quale si torna insieme solo dopo aver recuperato la fiducia reciproca. In queste settimane ho letto un matrimonio idilliaco ma i matrimoni combinati non mi sono mai piaciuti. Se per gli altri tutto ciò è normale, per noi no. Non ho sentito né letto di una linea programmatica comune né gli obiettivi da raggiungere entro la fine del mandato elettorale. Ora mi chiedo e vi chiedo cosa è cambiato rispetto a 3 anni fa? Ho appreso soltanto dai social che il sindaco è candidato alla presidenza della provincia e che Fratelli d’Italia esprime in giunta la dottoressa Teresa Cirillo che a mia memoria non era candidata con noi pur professandosi militante dei Fratelli d’Italia. Né nelle liste del sindaco Pasquale Aliberti ma all’opposizione, la coalizione di Corrado Scarlato. Anche qui non per questioni personali, anzi, auguro un buon lavoro al neoassessore che ritengo una persona capace ma non possiamo identificarla come nostra espressione in giunta. Sono questi motivi che mi portano a sedere nei banchi dell’opposizione. Un’opposizione che porterò avanti non in modo strumentale ma con attenzione affinché si realizzi davvero il bene della nostra comunità. La nostra storia politica parla da sé e noi non abbiamo mai fatto scelte legate all’opportunismo né siamo stati legati alla poltrona. Anche se dovessi restare una voce isolata continuerò serenamente il mio percorso. Finché non vedremo una vera unione di intenti e un programma serio per la nostra Scafati. Voglio concludere richiamando un principio che Giorgia Meloni ha affermato con forza fin dal tuo discorso dell’insediamento come Presidente Del Consiglio. Il vincolo tra rappresentante e rappresentato e l’essenza stessa della democrazia. Meloni ha criticato apertamente i governi nati da maggioranza e distanti dalle indicazioni degli elettori ricordando che chi riceve un mandato ha il dovere di onorarlo. È esattamente questo il principio che guida la mia scelta oggi. Stare dove i cittadini mi hanno eletta con coerenza e rispetto. Lo devo a loro. Lo devo a Scafati. Lo devo a me stessa”, dice Daniela Ugliano, indipendente di Fratelli d’Italia all’opposizione





